OGGI NOI SIAMO QUI PER DENIS
Intervento di don Alessandro in occasione del rito funebre per Denis Sichka
(31 gennaio 2026 - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo)
Oggi noi siamo qui per Denis, siamo qui per ricordarlo e salutarlo e per pregare per lui, perché la nostra preghiera è il regalo più prezioso che possiamo fargli in questo momento. Ognuno si porta nel cuore e nella memoria i momenti più belli vissuti insieme, magari anche quelli più difficili e faticosi, ma sicuramente prevale, in fondo, un senso di gratitudine, che però fa aumentare anche il dolore. Non è un caso il nostro ritrovarci qui e non in un altro posto. Siamo nella casa di Dio. Ed è a Lui, come al nostro Padre del Cielo, che desideriamo affidare Denis e vogliamo anche rivolgergli le nostre domande, il nostro “perché?”, che nasce dal più profondo del cuore. “Perché, Signore, perché?”. Davanti a noi, oggi, non troviamo un muro silenzioso, perché Dio non è indifferente al nostro dolore. Ci sono tre cose che oggi il Signore, attraverso Denis, vuole dire a ciascuno di noi. Sono tre cose di cui tutti abbiamo un immenso bisogno.
La prima è questa: abbiamo bisogno di amicizie vere, come era quella che ci stringe oggi intorno a Denis, che ha portato tanti di voi in questi giorni a ricordarlo, a piangere, a stare svegli per lui, a pregare per lui. Abbiamo bisogno di amicizie vere che ci facciano sentire che, nonostante tutti i nostri difetti e i nostri errori, siamo voluti bene fino in fondo e non saremo mai lasciati da soli. Abbiamo bisogno di questa tenerezza che sia capace di abbracciare anche le ferite più profonde che ci portiamo dentro, anche quelle parti di noi che non vorremmo far vedere mai a nessuno. Abbiamo bisogno di sentirci voluti bene così tanto da non aver paura di poter affidare completamente a qualcuno anche i nostri sbagli più dolorosi, le nostre insicurezze più grandi, le nostre paure. Abbiamo bisogno di amicizie in cui non ci sentiamo giudicati, in cui non facciamo a gara con gli altri, in cui la debolezza non viene schiacciata, ma abbracciata.
La seconda cosa è questa: abbiamo bisogno di adulti che siano vere guide, veri padri, veri punti di riferimento, e che ci aiutino a chiamare male il male e bene il bene, a distinguere la verità dalla menzogna, l’amore dall’odio, e che siano abbastanza forti per farsi seguire. Abbiamo bisogno di questa luce autorevole, che entri anche negli angoli più bui e più sporchi delle nostre coscienze e ci dica: “Questa cosa ti fa male” e ci aiuti a fidarci. Noi tutti, giovani o adulti, abbiamo bisogno di qualcuno di più grande da cui sentirci presi per mano, mai presi in giro, e che ci insegni non a essere più furbi, o a cavarcela da soli, ma ad essere veramente noi stessi, con tutta la nostra bellezza.
La terza cosa di cui abbiamo bisogno è questa: una speranza che sia più forte della morte. Abbiamo bisogno di credere in Dio, in Gesù, che è Dio fatto uomo, che ha preso su di sé la nostra sofferenza, è morto in croce ed è risorto dalla morte. Abbiamo bisogno di pregare, perché noi uomini, per quanto ci possiamo impegnare, non riusciamo a portare da soli il peso della sofferenza, non ce la facciamo a essere più forti del male. Se dovessimo cavarcela da soli, non riusciremmo mai a uscire dal vortice dei sensi di colpa, dei pensieri negativi, del buio che pesa oggi sulle nostre anime. Abbiamo bisogno di Dio, non possiamo più fare a meno di Lui. È lui il Padre che vuole sempre prendersi cura di noi, che bussa alla nostra porta ogni giorno e in ogni istante, fino all’ultimo, perché non vuole perderci e desidera vincere la nostra disperazione. Abbiamo bisogno di tornare a Dio, di ricominciare a credere in Gesù morto e risorto, nella sua Chiesa, che è questa compagnia di amici che si vogliono bene non solo per le proprie simpatie, ma in nome di Dio. Questo è il motivo per cui esiste questa Chiesa, per cui c’è qui dietro l’Oratorio: riscoprire ogni giorno l’Amore più forte della morte.
Io penso che Denis, oggi, ci chiederebbe di non fermarci a guardare indietro, ma di rialzare la testa per guardare avanti, per quanto sia difficile, o sembri quasi impossibile. È per lui, però, che possiamo trovare la forza di ricominciare: mentre preghiamo e lo affidiamo a Dio, l’unico che lo può salvare, è proprio per Denis e ricordando Denis che non vogliamo perdere la speranza e la voglia di vivere una vita bella, veramente bella. Oggi, 31 gennaio, noi cattolici ricordiamo San Giovanni Bosco, un prete santo che ha dato la vita per amare, aiutare e salvare i ragazzi che avevano più bisogno. Per lui i suoi giovani erano tutto, dopo Gesù. A loro diceva queste parole, che vi ripeto anch’io oggi e che ogni adulto ed educatore qui presente può fare proprie: “Fate conto che io sono tutto per voi, giorno e notte... per voi vivo e per voi sono disposto anche a dare la vita. Uno solo è il mio desiderio: quello di vedervi felici nel tempo e nell'eternità”.