Caritas ambrosiana, 50 anni e un futuro di prossimità
Il 15 dicembre la Messa in Duomo con l’Arcivescovo (con l’annuncio di un’opera-segno sul diritto all’abitare) e un concerto alla Scala celebrano il mezzo secolo. Poi, da febbraio a settembre, 15 «Cattedre della carità» in tutto il territorio della Diocesi
L’atto costitutivo fu siglato il 18 dicembre 1974. Mezzo secolo dopo Caritas Ambrosiana farà memoria del proprio 50° chiamando a raccolta oltre un migliaio tra operatori, volontari, beneficiari dei servizi, fedeli e cittadini sostenitori.
L’Arcivescovo con gli adolescenti al Banco Alimentare
«Alla vostra età forse non si può fare tanto, ma non è vero che non si possa fare niente. Il poco messo insieme – anche il Banco Alimentare è partito da un piccolo inizio – fa tanto. Ricordatevi che ciascuno di voi è capace di fare del bene. Non è la quantità di cose che si possono fare che conta, ma il desiderio di farlo e tutto questo può aiutare ad avere stima di voi stessi. Tu sei buono. Vi auguro di fare il bene con intelligenza». A dire così a un centinaio di adolescenti che con i loro educatori e i sacerdoti, partecipano al terzo appuntamento dell’iniziativa “L’Arcivescovo vi invita” è, appunto, il vescovo Mario che, con i ragazzi divisi in gruppi, cammina tra i bancali, alti oltre 10 metri, del grande magazzino del Banco Alimentare Lombardia a Muggiò.
La serata di lunedì 9 dicembre è stata vissuta con particolare intensità da un centinaio di adolescenti degli oratori di Muggiò, Viganò, Desio e “San Domenico e San Magno” di Legnano, proposta come l’intero ciclo dalla Fondazione degli Oratori Milanesi, il cui direttore don Stefano Guidi accompagna monsignor Delpini. E tutto per proseguire, in vista dell’ormai imminente Giubileo 2025, nel “viaggio” tra le sette opere di misericordia corporale con protagonista, ovviamente, nel caso del “Banco” la prima: “Dare da mangiare agli affamati”.
«Il poco fa tanto»
«È bello pensare che ciascuno è capace di fare del bene», ha detto l’Arcivescovo rivolgendosi ai ragazzi che poco prima, si erano cimentati nella chiusura di scatole di cibo, aiutando i volontari. «Tutto questo può aiutare ad avere stima di voi stessi. Che cosa spinge una persona ad andare al supermercato e ad aderire alla Colletta, se non l’essere buoni? Questo mi spinge ad avere stima dell’umanità e credo che ciascuno di voi possa dire “anche io sono buono”. La felicità è un modo di vivere di cui siamo tutti apprendisti». Il riferimento del vescovo Mario è alla sua Lettera scritta agli adolescenti che è stata distribuita prima della recita corale dell’Angelus, della benedizione e del momento conviviale.
