«Io sono con voi» è il motto che accompagna i 22 seminaristi ordinati diaconi sabato dall’Arcivescovo nel Duomo di Milano. Diventeranno sacerdoti l’11 giugno 2022. Il loro motto è una promessa, quella che Gesù rivolge ai suoi discepoli e ai cristiani di ogni tempo: «Io sono con voi» (Mt 28, 20). Inserito nel più ampio contesto pasquale, il capitolo 28 del Vangelo di Matteo, brano da cui è tratto il motto, racconta la Risurrezione di Gesù e lo smarrimento dei discepoli rimasti soli. Ma il Maestro mantiene la promessa e si fa trovare per confortarli e indicare loro la via: andare da tutti i popoli per annunciare il suo Vangelo.
![]() | Una missione cui sono chiamati anche i futuri preti, che hanno scelto quale immagine per il loro tableau l’Hallelujah di Mike Moyers. «Il dipinto dell’artista americano – spiegano i candidati – rappresenta il Regno di Dio illuminato dalla sua luce gloriosa e abitato da tutti coloro che hanno fatto esperienza della sua opera redentrice per mezzo di Cristo. Una moltitudine di persone segnate dalle loro storie, dove anche le più difficili e frastagliate sono curate con compassione e amore, illuminate dalla Sua presenza». |
E tante e diverse sono pure le storie personali e vocazionali dei 22 candidati al diaconato. Una classe numerosa e unita, dove il più giovane è Francesco Alberti (che ha 23 anni ed è entrato in Seminario subito dopo la maturità scientifica) e il senior è Massimo Locatelli, che di anni ne ha 57 e ha fatto l’educatore. Tra loro ci sono anche ingegneri, infermieri, esperti in comunicazione, un veterinario, un idraulico, un insegnante di religione; c’è chi ha studiato le lingue moderne e chi le classiche. Gianluca Chemini, prima di entrare in Seminario, ha sperimentato la vita della comunità monastica di Bose, mentre Manolo Lusetti ha lavorato al Parlamento Europeo. Vite, corsi di studio e professioni ormai avviate che a un certo punto hanno preso un’altra direzione, in risposta a una chiamata, inizialmente spiazzante, da approfondire e verificare, ma che poi non è caduta nel vuoto, non si è lasciata confondere tra le tante voci. E questo perché la chiamata aveva in sé una promessa: «Io sono con voi».
